About the legend of the karajishi - artetrama

A proposito della leggenda dei karajishi

, di Artetrama, 3 tempo di lettura minimo

Che cosa significano questi leoni? Questi leoni raffigurati nelle opere di Murakami "Of Chinese lions, peonies, skulls and fountains" e "As the interdimensional waves run through me I can distinguish between the voices of angel and evil!" rappresentano i karajishis...

Che cosa significano questi leoni? Questi leoni raffigurati nelle opere di Murakami "Of Chinese lions, peonies, skulls and fountains" e "As the interdimensional waves run through me I can distinguish between the voices of angel and evil!" rappresentano i karajishis, antichi leoni mitici cinesi che custodivano i templi buddisti separando le aree sacre dal male. Queste figure mitologiche, rappresentate prima dai cinesi e poi dai giapponesi, furono ispirate dalle descrizioni ascoltate dagli indiani e dagli assiri, senza averne mai visto uno vero. Nella leggenda, questi leoni, che si credeva fossero nati da un drago, gettavano i loro cuccioli dalle scogliere per testare la loro forza.

Ecco quindi Takashi Murakami che rappresenta questi leoni con i loro cuccioli che giocano in cima al loro genitore sopra un ponte formato da teschi umani. Poiché è lecito supporre che questi cuccioli siano la sopravvivenza del più adatto, forse il pensiero che Murakami ci sta dando qui è che crescere non è così facile...

Ma che dire dei titoli delle due opere che abbiamo qui? Chiaramente "Of Chinese lions, peonies, skulls and fountains" ci parlano di questi karajishi di cui abbiamo parlato prima, vediamo i teschi e vediamo le fontane ai lati ma, da occidentali colti, potremmo chiederci: dove sono le peonie? Ebbene, gli shogun (nel Giappone medioevale, erano signori terrieri con un proprio esercito di samurai) avevano il leone come il più forte e il re di tutti gli animali, e avevano la peonia come la regina di tutti i fiori, quindi sia il leone che la peonia erano simboli del lusso. Secondo le leggende, il leone, l'animale più temibile, aveva paura di un piccolo insetto. Un minuscolo insetto che poteva entrare nella sua pelle e mangiarlo dall'interno. Ma questo insetto veniva ucciso dal fiore della peonia, per cui i karajishi si trovavano sempre a riposare su questi fiori. Come nello ying-yang, la creatura più feroce è mitigata dal più delicato dei fiori, la peonia.

Per quanto riguarda "As the interdimensional waves run through me I can distinguish between the voices of angel and evil!", il riferimento alla cultura tradizionale giapponese è in linea con l'opera precedente. Ma è possibile che in quest'opera Takashi Murakami voglia avvicinarci a una riflessione sui mondi a più dimensioni come fa Edwin A. Abbott nel suo romanzo "Flatlandia: Un romanzo a più dimensioni". In questo romanzo Edwin A. Abbott racconta la storia di Square, di Flatlandia, che un giorno ha una rivelazione e viaggia in un mondo sconosciuto, Lineland. Lì esiste una sola dimensione e i suoi cittadini, punti e linee, possono muoversi solo su una linea avanti e indietro. Square incontra il re di Lineland al quale cerca di spiegare la realtà del suo mondo a due dimensioni. Il re non riesce a credergli, prende Square per pazzo e lo espelle dal suo mondo. Tornato a Flatlandia, Square incontra Sfera che gli parla di un universo tridimensionale, un concetto che Square non capisce e quindi respinge Sfera nello stesso modo in cui il re di Lineland lo aveva respinto. Square riesce ad accettare l'esistenza di un mondo più complesso del suo solo quando Sfera gli mostra Spaceland per fargli capire che esistono altre realtà diverse dalla sua. Il romanzo è una satira sulla gerarchia sociale della società vittoriana e parla di come imparare ad aspirare e come insegnare agli altri ad avere aspirazioni e ad accettare altre realtà. Forse è naturale per l'essere umano considerare la propria percezione come quella giusta, criticando le realtà inferiori e non accettando tutto ciò che contraddice la propria percezione del mondo in cui viviamo. In relazione al lavoro di Murakami, egli usa il termine superflat per trattare il proprio lavoro e lo fa da un punto di vista formale o estetico, ma proiettandolo in quello storico e sociale.

Infine, in queste due opere possiamo vedere una linea di caratteri cinesi che appartengono a un antico testo buddista, che dice: "L'erba, gli alberi, i paesi, la terra stessa - tutti questi entreranno completamente nella Buddità".

Takashi Murakami ci mostra in queste opere la sua conoscenza della cultura tradizionale e il modo in cui la comprende, facendo capire che è un uomo con profonde riflessioni sulla filosofia, sulla religione e sulle sue radici spirituali.

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